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Aggressività e paura: un caso di mobbing complesso

di Roberto Giacomelli

Aggressività e paura: un caso di mobbing complesso

Lorenzo è un giovane funzionario statale, colto, con elevato titolo di studio, educato, di buona famiglia. A tutti gli effetti una persona ammodo, il vicino di casa o il collega d'ufficio che tutti desidererebbero. E' entrato in analisi perché lamentava sintomi ansioso-depressivi e si sentiva vittima dei colleghi. Inizialmente pensai ad una proiezione dovuta ad un disturbo maniacale, che avvertisse intorno a sé un'ostilità immaginaria.

Lorenzo stesso era aggressivo, talvolta anche nei miei confronti, così sospettai che ciò che lamentava non fossero fantasie, ma una reale reazione al suo comportamento.

Durante il colloquio terapeutico emerse il conflitto con la figura paterna, autoritaria e anaffettiva, un genitore ipercritico dal quale si sentiva sottovalutato e respinto.

Il giovane riferiva di essere oggetto di persecuzione da parte del suo diretto superiore e di una collega pari grado, che gli pareva lo odiasse senza motivo. Cominciò finalmente ad aprirsi ammettendo che in risposta alle prevaricazioni che subiva abitualmente aveva avuto reazioni violente, che lo avevano spaventato.

La sua incontenibile rabbia si era scatenata fortunatamente contro mobili e suppellettili, il suo timore era però di poterla rivolgere in futuro contro le persone.

Capii perché si sentiva ansioso e di umore cupo. Aveva paura, della sua aggressività più che delle angherie dei suoi colleghi. Quindi il mobbing di cui si sentiva vittima era reale, una reazione inconscia all'aggressività che lui scaricava involontariamente sugli altri.

Aggressività e paura: un caso di mobbing complessoCominciammo a lavorare sulla paura lo che attanagliava, con metodi pratici per sconfiggerla, sulle credenze limitanti che lo hanno portato ad essere timoroso e violento. Lorenzo cambiò lentamente il modo di pensare, di rivolgersi al prossimo, di percepire la sua immagine. Soprattutto imparò a parlare a se stesso in un modo nuovo, positivo, potenziante.

Il suo dialogo interiore non fu più critico, ma la voce della persona che lo ama di più: lui stesso. Apprese ad armonizzare corpo e mente, modificando il suo portamento fisico e canalizzando la rabbia in energia positiva. Trasformare l'aggressività in amore, creatività, forza interiore, si può. E' più facile e naturale essere felici che inutilmente arrabbiati.

L'aggressività è pulsione naturale, non va repressa, ma convertita in energia.

Lorenzo ha capito che non deve avere paura, che può essere benvoluto e accettato da tutti, perché è finalmente lui si è accettato. Oggi queste tecniche sono raccolte in un corso per tutti coloro che vogliono liberarsi dalla paura e vivere senza conflitti.

Imparare a vivere con coraggio è possibile, liberandosi dalla schiavitù della paura, scegliendo la libertà.

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