I REUMATISMI: QUANDO IL FUOCO BRUCIA IL CORPO
di Roberto Giacomelli
Questo articolo è dedicato alla patologia reumatica, che colpisce milioni di persone. Da un punto di vista simbolico è un eccesso di fuoco all’interno del corpo, che non scalda beneficamente, ma brucia distruggendo la vita. Una richiesta disperata di calma e riposo, un segnale di fuga dalla realtà scomoda o dolorosa. Il corpo si surriscalda come un motore che corre fuori giri.
Non c’è da stupirsi se nella società contemporanea questi disturbi siano in crescita esponenziale, i ritmi disumani e la crescente paura di vivere che colpiscono l’uomo occidentale provocano una ribellione sommessa dell’anima che si proietta come un’ombra minacciosa sul corpo. Insieme all’ansia, alla depressione, alla sindrome da stanchezza cronica, i reumatismi sono i segni patologici distintivi del nostro tempo. Grida di sofferenza contro una condizione innaturale. Oggi la scienza presuppone alla base del reuma un processo autoimmune, l’aggressione del corpo a se stesso, trattato normalmente con antinfiammatori non steroidei e nei casi più gravi cortisonici e citostatici, gli antitumorali. Rimedi sintomatici, senza effetto risolutivo, con un’azione indiscriminata distruttiva delle cellule.
Con questi farmaci è stata trattata Maddalena, una professionista quarantenne, colpita da dolori reumatici diffusi in tutto il corpo e afflitta da uno stato di stanchezza cronica. Che mi riferisce di soffrirne dalla gioventù, di essere stata trattata con agopuntura senza successo e di trarre un immediato, ma effimero giovamento solo dal massaggio. Quando sospende il trattamento fisioterapico è nuovamente preda dei dolori. Nel colloquio terapeutico preliminare emerge un carattere forte e volitivo, assai generoso e tendente al sacrificio, una “doverista”.
Maddalena trascura da tempo la sua vita affettiva per quella sociale, per la carriera, il volontariato e la madre depressa. Nel sacrificio per gli altri sublima l’energia naturale che dovrebbe dedicare ad un’appagante vita sentimentale per la quale dice di non avere tempo.
L’aggressività si scatena in lei come un fuoco distruttore, quindi stabiliamo insieme una strategia per canalizzarla all’esterno. Il suo tema profondo è la riappropriazione del corpo: ascoltare le pulsioni, gli istinti e i sentimenti, non solo le regole e i doveri. Capisce che il più grande altruismo è quello verso se stessa e non quello della “sindrome del missionario”.
Deve trovare una grande mobilità interiore, libertà di sentimenti e comportamento, che si rifletterà su quella corporea, sciogliendo i blocchi energetici alle articolazioni. Il primo passo è immergersi nella fisicità tramite il rilassamento profondo del Training Autogeno che pratica da sola. Il suo fisico le ha chiesto a lungo attenzioni e amore che si è sempre negata, comportandosi rigidamente e con grande severità. Non si può amare gli altri, distruggendo se stessi.
Durante il Training Autogeno visualizza una fresca luce azzurra che sfiamma i tessuti e spegne il fuoco dell’infiammazione. Soprattutto immergendosi nella sua dimensione profonda concede al suo corpo la calma ed il riposo che questo le chiedeva con insistenza tramite i reumatismi. Laggiù sotto il livello della coscienza sta trovando la vera Maddalena, liberandosi da una corazza che la imprigionava e bruciava. Ora ha ripreso a muoversi senza dolore e soprattutto a esprimere i sentimenti. Non ha più bisogno di antinfiammatori perchè finalmente brucia d’amore.
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